La Crociata Razionalista
Le critiche
all’Ufologia da parte del CICAP, associazione italiana - con il
giornalista Piero Angela in testa - per i cui esponenti il fenomeno
sarebbe riconducibile solo a malafede, o ad allucinazioni collettive
Di
Alessandro Torinesi
La rivista “Scienza &
Paranormale” del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle
Attività sul Paranormale) ha dedicato nel 2000 un dossier, firmato
a più mani, teso a formulare una critica all’ufologia e agli
ufologi. Tentativo maldestro, che si è trasformato in un attacco a
tratti denigratorio basato su preconcetti, scarsa conoscenza
dell’argomento e cieca fede nella scienza tradizionale, come era
intuibile dalle premesse.
La realtà sta in maniera diversa da
quella delineata dal CICAP. Bisogna chiarire un equivoco di fondo:
la base su cui poggiano le suddette affermazioni parte dal
presupposto di considerare gli ufologi come coloro che “credono
agli UFO”, assunto errato, nella forma e nella sostanza: gli UFO
infatti esistono per definizione, non sono una figura retorica o una
costruzione fantasiosa, pertanto, trattandosi di un fenomeno reale,
concreto, osservabile e documentato, non vi si applica il concetto
di “credenza”, né è riducibile ad un atto di fede. E se il
concetto di “credere” è applicato dallo CSICOP (equivalente USA
del CICAP) all’interpretazione dell’origine del fenomeno, si
cade nell’errore sostanziale. Va da sé che gli ufologi si
dovrebbero occupare solamente di quei casi non spiegabili
convenzionalmente e lasciare la semplice classificazione di lucine
nel cielo a chi ama riempire archivi da sbandierare poi in pubblico
a dimostrazione di una capacità di analisi comprovata dal volume
della carta raccolta; come se il possedere tantissimi dischi
rivelasse automaticamente la propria competenza musicale. In verità
chi arriva a sostenere la matrice intelligente ed “aliena” alla
nostra realtà del fenomeno UFO, lo fa dopo un percorso conoscitivo
e di ricerca che si costruisce e si consolida negli anni,
analizzando e valutando senza barriere mentali o culturali ciò che
noi consideriamo Prove. Il tutto avendo come punto di partenza un
approccio scientifico e metodologico che potremmo definire “galileiano”.
Gli indizi, gli elementi, le testimonianze, gli “hard data” in
possesso degli ufologi potrebbero di per sé avere un valore
relativo, ma sommati tracciano un quadro della situazione coerente,
lineare ed esplicabile con l’interpretazione extraterrestre del
fenomeno UFO.
Puro spirito di contraddizione
Non siamo insomma nelle condizioni di
avere LA PROVA universalmente accettata, ma abbiamo invece
informazioni concrete, comprovate e verificate che sommate creano
una serie di elementi ad alto contenuto dimostrativo. Peraltro,
sperare di avere un riconoscimento scientifico che convinca tutti è
impresa impossibile. Se venisse recuperato il corpo di un essere non
umano e dopo un’attenta analisi gli scienziati dimostrassero che
siamo in presenza di un’entità non terrestre, troveremmo
sicuramente qualche “accademico” che per puro spirito di
contraddizione, invidia, miopia o per bassi giochi di potere non
avallerebbe tale conclusione sostenendo piuttosto la tesi della
truffa ben orchestrata. Paradossalmente ciò che potremmo
considerare una prova universalmente accettata potrebbe essere
un’ammissione del presidente degli Stati Uniti nell’ambito di un
discorso o incontro pubblico. L’autorevolezza di una tale carica
istituzionale darebbe un’enorme valenza ad un’affermazione di
per sé totalmente a-scientifica, ma in grado di far barcollare ogni
riserva d’ordine accademico.
Le accuse di irrazionalismo o,
peggio, “imbecillità” che emergono ad esempio dall’intervento
di James Oberg del CSICOP: “… e neppure sarebbe opportuno giudicare l’ufologia per la qualità
e quantità dell’indubbia stupidità di chi attrae… Inoltre non
si può sorvolare sul fatto che l’ufologia sembra avere attratto
una media elevata di stupidi e che ha fallito nell’attuare una
politica di selezione delle sue fila” (1) non si differenziano
poi molto dalle linee guida di quella strategia che vuole
ridicolizzare o ridimensionare gli “strumenti” degli ufologi. Da
qui il fatto che i testimoni non sono utili e credibili per
comprendere il fenomeno UFO in quanto “le
testimonianze fanno acqua da tutte le parti” (2) o, alla
meglio, sono alterate/invalidate da errori percettivi. Il testimone
quindi ha valore zero. Interpretazione ed atteggiamento che tendono
a sottovalutare o minimizzare l’aspetto umano, emozionale e
interpretativo che emerge dai racconti dei testimoni. Si vuole
insomma una ricerca asettica, fredda, distaccata dalla realtà.
Ritengo invece che il lavoro dello scienziato debba aggiungere
complicità e fascino alla natura, non negarlo, non limitarsi a
“risolvere” l’oggetto dei suoi studi solamente per dire di
averne compreso e svelato il meccanismo di funzionamento.
Il consiglio di Konrad Lorenz
Allo stesso tempo e con la stessa
sicurezza e presunzione si critica l’uso dell’ipnosi regressiva
nello studio delle abduction tanto da metterla al bando; le foto e i
filmati UFO non sono attendibili perché facilmente manipolabili; le
tracce al suolo non dimostrano nulla; i crop circles sono sempre
frutto dell’attività di qualche buontempone o al limite dei
porcospini in calore!
Prassi riduzionista che si rifiuta di
considerare che il tutto sia più della somma delle parti e che le
sue peculiarità siano specifiche, non ritrovabili in alcuno dei
singoli componenti. A questo proposito Konrad Lorenz disse: “Se
affermate che tutti i processi della vita sono in ultima analisi dei
processi fisico-chimici, dite una verità. Ma nel momento in cui
dite che non sono nient’altro che questo, cadete nel
riduzionismo”. Quanto scritto quindi dai membri del CICAP/CSICOP
sembra dettato dall’incapacità di ammettere che nell’Universo
vi possano essere dei salti qualitativi decisi, forti che fanno si
che un livello “trascenda” il livello che lo precede, tanto da
poter sostenere la non applicabilità delle leggi precedenti sugli
avvenimenti successivi.
La crociata razionalista che afferma
la totale non-scientificità dell’ufologia (trascurando il fatto
che i maggiori ufologi sono quasi tutti uomini di scienza, sebbene
non scientisti) ignora che nel corso della sua storia la scienza ha
ottenuto i suoi più grandi successi come conseguenza di fatti del
tutto casuali piuttosto che di un processo logico-sistematico di
pensiero. |

Konrad Lorenz
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Addirittura potremmo chiederci se l’origine di molte
scoperte scientifiche non abbia radici in “quell’universo
oscuro e oscurantista” che la scienza positivista ed
illuminata si vanta di aver redento, ignorando che forse l’antico
antenato del moderno scienziato è proprio lo sciamano o lo stregone
che con i filtri e le pozioni magiche anticipava gran parte della
moderna ricerca farmacologia o biochimica.
È una Scienza di Frontiera
Nello specifico le critiche che
vengono mosse all’ufologia sono piuttosto inconsistenti se
analizzate nel merito andando oltre i preconcetti di scuderia.
Affermare che “le testimonianze fanno acqua da tutte le parti”
significa conoscere molto superficialmente gli argomenti sui quali
si vorrebbe tentare di dare un giudizio o una sorta di
legittimazione personale. Significa, ad esempio, trascurare i molti
punti di comunanza e di similitudine tra testimonianze provenienti
da nazioni, culture, religioni e ceti sociali completamente
differenti. Significa dare solo due possibili interpretazioni ai
racconti e ai loro autori:
il falso e l’errore percettivo.
Nel primo caso si vorrebbe far
credere che chi racconta una propria esperienza lo faccia per un
tornaconto non ben definito o per fare uno scherzo (che dura da
almeno 50 anni in tutto il mondo!). Nel secondo caso si riduce ad un
errore ciò che viene visto o percepito anche se la stessa cosa la
vedono diverse persone tra loro sconosciute. Ecco allora che è
stata tirata fuori dal cilindro l’idea delle allucinazioni
collettive: idea tanto strampalata (ma che, ahimè, ha inizialmente
avuto un certo seguito) quanto ormai abbandonata se non altro per
una forma di buon gusto. In quest’ottica non viene mai valutata e
considerata la buona fede, l’onestà intellettuale e la serietà
dei testimoni. Inoltre si vuole far emergere la figura
dell’ufologo quale disadattato del suo tempo, esponente di un
movimento anticonformista o antisistema che vedrebbe nell’alieno
la proiezione dei propri desideri o del proprio bisogno di
irrazionale mistero. La realtà è molto meno cervellotica e
intricata di quanto si voglia far apparire. L’ufologo non vive
interiormente una sorta di sindrome da riserva indiana. La spinta
ideale è tale da superare anche il disagio creato
dall’indifferenza, dal distacco esterno e dalla maliziosa
derisione degli accademici e del potere che pretendono di far terra
bruciata attorno ad una materia che si finge di voler conoscere e
studiare ma che in realtà si vuole solo controllare e
circoscrivere. L’ufologia non è una moda, un movimento di idee
millenaristiche o un coacervo di eccentrici sempre in prima linea a
protestare. L’ufologia non rispecchia altro che il desiderio di
conoscere qualcosa che è sotto i nostri occhi quotidianamente e che
le risposte convenzionali non hanno saputo classificare e aiutarci a
comprendere. È una scienza di frontiera che cerca risposte e non
concetti sul funzionamento della natura, è qualcosa che non procura
vantaggi personali o approvazione sociale, anzi. Potremmo definirla
come un continuo confronto-scambio con la Natura, ma priva di quel
desiderio di dominarla per affermare la propria superiorità. In
questo si nota maggiormente la differenziazione con la scienza
classica che ci ha espropriato della realtà sostituendosi ad essa.
Così, abbiamo perso il senso del concreto, del bello, ci escludiamo
dal mondo se pretendiamo di volere vedere l’uomo al centro di ogni
manifestazione Naturale, dietro ogni evidenziazione del Cosmo e del
Mistero. Dobbiamo riavvicinare la scienza alla realtà per
riscoprirvi l’armonia, la regolarità, la perfezione e tentare di
andare oltre certe limitazioni artefatte. L’ufologia fa proprio
questo, senza nascondere la testa sotto la sabbia, ma cercando di
trovare un giusto aggancio tra Scienza, Spirito e Coscienza, per
comprendere gli accadimenti non convenzionali che esistono e si
manifestano. Come affermò un grande filosofo contemporaneo come
Manlio Sgalambro: “La verità
sta ferma e la vera forza è stare fermi con essa”.
Riferimenti:
(1) : “L’ufologia è una scienza
fallita?”, di J. E. Oberg tratto da “Scienza & Paranormale
“ n° 29 Gennaio/Febbraio 2000
(2) : “Due o tre cose sugli UFO”
, di P. Angela tratto da “Scienza & Paranormale “ n° 29
Gennaio/Febbraio 2000
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