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L'oasi di
Kufra a Top Secret
Spett.le
Redazione di DNA Magazine,
Vi invio queste mie osservazioni che credo si possano ben
inquadrare nella rubrica da voi denominata "Le voci del
dissenso". Vi scrivo a proposito del filmato dei cosiddetti
90 UFO della MIR, che è stato trattato sulla seguente pagina
del vostro sito:
http://www.dnamagazine.it/mir.html
.
E' da diversi mesi oramai che quel filmato, e mi riferisco
espressamente alla formazione di 90 oggetti, è stato
identificato senza ombra di dubbio come l'oasi di Kufra (le
immagini dell'oasi di Kufra riprese da satellite si possono
trovare in rete sui siti introduttivi al telerilevamento). Qui http://tinyurl.com/3hrzf
trovate un piccolo riassunto di come tali immagini siano state
identificate da un paio di frequentatori di un NG pubblico.
Una volta che vi è stata rivelata la vera natura di quelle
immagini, dichiarate documento *esclusivo* di DNA Magazine sulle
pagine del vostro sito, avete anche corretto parte dell'articolo
riportando l'immagine dell'oasi di Kufra, pur ostinandovi a
cercare qualcosa d'altro di anomalo per cercare di riparare alla
vostra svista iniziale.
Ma la cosa curiosa è che nella trasmissione Top Secret,
condotta da Brachino su Rete4 , lo scorso 14 settembre, quel
filmato, di cui DNA ha rivendicato l'esclusiva è stato proposto
come esempio di formazione di ufo o di basi segrete. I titoli di
coda della trasmissione avrebbero riportato un ringraziamento a
DNA Magazine per contributi.
A questo punto non posso fare a meno di chiedervi una risposta
pubblica in merito: uno dei contributi di DNA magazine a
"Top Secret" era il suddetto filmato delle 90 oasi di
Kufra? Se sì, visto che la redazione di DNA era perfettamente
al corrente del fatto che si trattava dell'oasi di Kufra (lo
avete pubblicato sul vostro sito!), come mai è stato spacciato
per quello che non è, senza alcun riferimento alla sua reale
natura?
E' abitudine della redazione di DNA fornire contributi che vanno
a discredito dell'ufologia seria, spacciando per ufo o per
installazioni militari ciò che è stato appurato oltre ogni
ragionevole dubbio essere un'oasi di 90 impianti di irrigazione?
E se questo tipo di manipolazione è stato effettuato dalla
trasmissione "Top Secret" a vostra insaputa, cosa
intendete fare per far correggere tale grossolana manipolazione?
Non credete che siano questa specie di mistificazioni a ledere
l'immagine dell'ufologia?
Non vedo l'ora di leggere le vostre considerazioni nelle pagine
delle "Voci del dissenso" sul vostro sito.
Perchè pubblicherete questa lettera, vero?
So che detestate gli insabbiamenti.
Con immutata stima,
Peltio
Egregio Peltio,
La ringraziamo innanzitutto per averci dato la possibilità di
smuovere un po' questa pagina di rubrica, che ci attendevamo più
ricca, più corposa, più costruttiva, mentre la vediamo
languire, segno che quando si apre la porta e si rivolge un
invito al dialogo, la maggioranza degli interessati alle nostre
materie, nel webbificio se ne stanno in disparte, preferendo
altrimenti. Lo spunto è dato dalla notizia degli UFO della Mir,
che, come giustamente lei espone, ha trovato spazio sulle nostre
colonne passando dalla "sorpresa" iniziale, al suo
totale ridimensionamento, in quanto infondata. Seppure un
piccolo margine, ancora, di dubbio, sussista laddove Massimo
Fratini ha individuato nelle immagini girate dalla MIR uno
strano puntino in movimento.
Questione di un nanosecondo, questione del tutto marginale. Il
fatto è che quelli del filmato non sono UFO, ma bacini di
irrigazione.
Nel giornalismo come in altre faccende umane che implicano un
possibile interesse dell'opinione pubblica - nel nostro caso
propria della comunità ufologica italiana - chi sbaglia deve
essere pronto a rendere conto del proprio errore. Lo abbiamo
fatto.
Ribadiamo comunque che, solo dopo aver preso visione della
puntata di "Top Secret" in onda su ReteQuattro, ci
siamo resi conto che la cosa in trasmissione era
"passata" come UFO. Ma non c'è stata alcuna
"manipolazione", né da parte nostra, né da quella
dei redattori che hanno costruito il montaggio dei filmati a
supporto della puntata. Perché il segmento MIR faceva parte di
un lotto di materiali che sono ormai da un anno nelle mani di
ReteQuattro, ceduti al network Mediaset nel contesto di un
programma che avremmo dovuto realizzare con Marco Columbro,
programma che non ha mai visto la luce. Al posto dei redattori
della On Air, quindi, non avremmo esitato a passare le immagini
per come sono state ricevute, ma non lo avremmo fatto se si
fosse saputo che quella era l'oasi di Khufra, con la sua trama
di grossi bidoni per l'irrigazione e non 90 UFO. Va da sé che
chi ha montato e diretto il servizio, questo non lo sapeva. E
noi lo abbiamo appreso circa tre mesi fa, grazie al solerte
lavoro di alcuni ricercatori che ce lo hanno segnalato. Sfortunatamente
però non avevamo elementi sufficienti per prevedere quali
materiali - sulle diverse ore cedute a ReteQuattro - sarebbero
andati in onda, né quando, né in quale contenitore.
Alla fine, abbiamo appreso che qualcosa sarebbe andato su
"Top Secret". Ma non siamo stati partecipi del
montaggio della puntata in questione, quindi non eravamo
informati, se non a larghe linee, dei suoi contenuti.
Dal canto nostro, a trasmissione avvenuta, abbiamo
tempestivamente informato della cosa la Redazione della società
(la On Air di Milano) che ha prodotto i supporti filmati,
facendo presente che si trattava di un errore marchiano da parte
nostra. Ne hanno preso atto, senza peraltro darci addosso
accusandoci di avergli propinato una bufala.
Venendo all'ultimo punto, non crediamo affatto che sia
"questa specie di mistificazioni a ledere l'immagine
dell'ufologia". L'immagine dell'ufologia, quella italiana
in particolare, è stata gravemente danneggiata nel corso del
programma "Top Secret" da chi ha voluto dichiarare che
gli UFO, sul 100 per 100 degli avvistamenti, rappresentano il
5-6 (forse 7) per cento. Un dato
sconcertante, se si tiene conto che un'operazione di governo,
come il Project Blue Book, a conclusione di venti anni di
indagini, portò la U.S. Air Force nel lontano 1969 a
dichiarare ufficialmente che 701 su 12.618 casi analizzati,
erano da considerare UFO, ovvero oggetti volanti non
identificati. Facendo un breve calcolo, la percentuale del 5%
che ne deriva
porta nel Blue Book i casi non identificati ad essere: 630,9.
Esattamente al centro della ineffabile dichiarazione da parte
dell'esperto italiano di UFO interpellato. Come se il fenomeno
UFO, in quasi cinquant'anni, non si sia mosso di una virgola.
Ringraziandola nuovamente.
La Direzione Editoriale
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