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Principali
fotogrammi in sequenza, del filmato, sul quale abbiamo
effettuato le nostre considerazioni. |
Queste
sono in sequenza le immagini dello story
board.
Le
immagini iniziano con le riprese in modo normale ed a colori
normali, di una zona che mostra uno spiazzo di terreno scavato e
lavorato: una pista all’interno della vegetazione, forse una
pista di atterraggio per aerei leggeri in terra battuta.
Le
immagini terminano con due fotogrammi dedicati ad un aereo a
reazione in fase di decollo o di atterraggio, ripreso dalla
telecamera a infrarossi, a colori falsati.
Alcune
note di carattere generale:
Come
si può notare, i differenti fotogrammi riportano in chiaro i
valori di latitudine e longitudine, elevazione ed azimuth, così
come l’ora e la data della ripresa.
L’operatore
inoltre effettua dei cambiamenti di obbiettivo che, a seconda
degli ingrandimenti disponibili, mettono in evidenza delle
striature verticali che non fanno parte dell’immagine reale, ma
che appaiono sul fondo dello schermo e che rimangono fisse e senza
movimento proprio, rispetto all’obbiettivo.
Inoltre
l’operatore produce delle operazioni di zoom, nell’evidente
tentativo di delineare meglio i contorni degli spot luminosi che
compaiono sul suo schermo. Purtroppo, così facendo, defocalizza
le immagini ed i reali contorni di alcune immagini in alcune
sequenze. Tale operazione di defocusing appare messa in evidenza,
dalla contemporanea diminuzione di intensità luminosa dello spot
inquadrato, corrispondentemente ad un aumento della sua dimensione
apparente.
Quelle
che si vedono nel filmato, sono alcune macchie luminose che
rappresentano differenti corpi in rapido spostamento orizzontale,
caratterizzati da una temperatura differente e lievemente più
alta dell’atmosfera che li circonda.
L’operatore
alla telecamera infrarossa si esprime in una sequenza del
“sonoro” con l’espressione: calidad cinco (calore uguale a cinque). Per poter rilevare il reale
calore dello spot inquadrato però si deve
operare praticando una serie di misure di taratura
sull’oggetto che poi verrà monitorato e questo ovviamente non
è stato fatto. Tutto ciò per dire che mentre si può asserire
che gli spot luminosi abbiano sicuramente un calore superiore
all’aria che li circonda, non è possibile stabilire un valore
preciso per la quantità di calore emesso, misurabile in termini
di temperatura.
Non
sembra comunque che la temperatura emessa dagli spot luminosi
debba essere considerata elevata e “probabilmente” non supera
che di poco i cinque gradi centigradi. Va
inoltre tenuto presente come in linea ipotetica, un corpo luminoso
che sia visibile solo alla scala delle temperature ma invisibile
tra i 400 ed i 6000 cm-1 (cioè invisibile ad occhio
umano) possa fornire una risposta totalmente sfalsata anche alla
scala termica.
Dunque
quello che sappiamo è che questi spot si sono resi parzialmente
“detectabili” e, da questa parziale visibilità, dobbiamo
partire per i nostri elaborati elettronici.
Il
target finale della nostra indagine è stabilire se questi spot
siano da attribuirsi a fenomeni naturali, conosciuti o
sconosciuti, aerei non convenzionali endogeni alla nostra cultura
o fenomeni esogeni al pianeta.
Analisi
della struttura interna degli spot luminosi.
Abbiamo
focalizzato la nostra attenzione su quelle sequenze che mostravano
spot grandi e ben evidenziabili, rispetto ad altri puntiformi, che
si confondevano con il rumore di fondo dell’immagine ripresa e
dove quindi i pixel dell’elaborazione elettronica non avrebbero
potuto condurre a conclusioni di alcun tipo.
L’idea
di partenza è che un corpo che emette calore è caratterizzato da
una superficie che emette tale calore. Dunque tale superficie si
rende visibile e la forma della macchia luminosa altro non sarebbe
se non la forma della superficie che stiamo analizzando. Più il
calore, emesso dalla superficie, è costante in tutte le sue
parti, e più avremo una misura precisa della superficie stessa.
Se invece il calore, in alcuni punti, è emesso mentre in altri
non viene emesso, la superficie non verrà detectata in modo
corretto. Inoltre bisogna tenere presente che il calore si
comporta, su una superficie, nello stesso modo in cui agisce una
serie di fotoni. Se si prendono dei fotoni e si fanno interagire
con una superficie riflettente, avremo dei fenomeni di riflessione
identici a quelli che avremo se un corpo riflette il calore.
Differenze verranno ovviamente registrate nelle quantità di
radiazione emessa ed assorbita e dipenderanno
dall’indice
di rifrazione e riflessione e dai coefficienti di dissipazione dei
materiali colpiti dall’emissione luminosa o calorica.
Partendo
da questa idea abbiamo potuto ricostruire alcune ipotetiche forme
a partire dagli spot luminosi del filmato trattando gli spot come
superfici particolari, emettenti ed assorbenti fotoni.
Analisi
dello spot 15-17-18
Nell’elenco
delle immagini interessanti nello story
board da noi proposto, abbiamo analizzato le immagini 15, 17 e
18.
In
alto a sinistra abbiamo posto il fotogramma originale dove abbiamo
operato diverse trasformazioni. In alto a destra, abbiamo posto il
primo tassello modificato dopo avere effettuato un passaggio di
banda ottenuto con l’algoritmo di Corel Draw(c)
Filtro Passaggio
banda
Il filtro
Passaggio banda consente di regolare l'equilibrio delle aree
nitide e morbide dell'immagine. Il grafico Frequenza mostra quali
siano le aree nitide e quali quelle morbide, distribuite
rispettivamente verso i bordi esterni del grafico e verso il
centro. Regolando il raggio ed i pesi delle bande, è possibile
scartare gli elementi indesiderati dell'immagine. Un peso basso
per il centro del grafico enfatizza il dettaglio dell'immagine; un
peso basso per l'esterno del grafico lo riduce. Per eliminare un
disturbo non desiderato, ne isoliamo la frequenza entro la banda
media e riduciamo il suo peso a zero.
(c) 1992 - 1996 Corel
Corporation.
Su
quest’elaborato abbiamo individuato delle strutture geometriche
che delineano alcuni bordi dello spot centrale
che
abbiamo evidenziato con linee rosse nei due elaborati successivi.
Per
meglio evidenziarne il contorno abbiamo utilizzato l’algoritmo
di evidenzia contorno di Corel Draw(c) ed in basso a sinistra ne
abbiamo riportato il risultato.
Filtro Individua
contorno
Il filtro
Individua contorno, come quelli Traccia contorno e Trova bordi,
trova i bordi degli elementi nell'immagine e poi li converte in
linee su uno sfondo di un solo colore, permettendo di aggiungere
molteplici effetti contorno all'immagine. Il dispositivo di
scorrimento Sensibilità determina la portata dell'evidenziazione
del bordo. È possibile usare il colore di grafica pittorica nero,
bianco o corrente per riempire le aree dell'immagine che non fanno
parte del contorno. I migliori risultati si ottengono usando il
filtro Individua contorno su immagini ad alto contrasto.
(c)
1992 - 1996 Corel Corporation.
Sempre
sul tassello originale, collocato in alto a destra, dove già era
stato operato un passaggio di banda, abbiamo operato un effetto di
emboss con l’algoritmo di Corel Draw(c)
Filtro Rilievo
Il filtro
Rilievo trasforma l'immagine in un altorilievo, perciò i dettagli
sembrano creste e fenditure su una superficie piatta. Direzione
indica la posizione della sorgente luminosa rispetto all'immagine
(al centro del cerchio abbiamo usato 90 gradi). Come colore di
rilievo abbiamo impiegato il grigio. Il filtro Rilievo funziona
meglio sulle immagini con un contrasto medio-alto.
(c)
1992 - 1996 Corel Corporation.
I
risultati di queste elaborazioni portano a concludere che la zona
luminosa sembra provenire da una sorgente che scaturisce da una
fenditura rettangolare o quadrata, ben visibile nelle
elaborazioni, sopra la quale esisterebbe una superficie
semisferica meno calda ma sufficientemente calda da essere in ogni
modo visibile. I toni di grigio infatti di questa parte dello spot
si rendono comunque visibilmente differenti dal resto del fondo
(cielo).
Differenti
frame di questo oggetto,
mostrano la sua luminosità variabile artificialmente. Si tratta
di un effetto dovuto all’“otturatore elettronico” della
camera ad infrarossi che cerca di equilibrare automaticamente la
quantità di luce entrante sul CCD. Dunque a seconda del chiarore
di fondo e della posizione dello spot luminoso, rispetto al centro
della inquadratura, si modifica la luminosità ed il contrasto
stesso dello spot, che peraltro possiamo immaginare possedere
sempre una emissione calorica costante.
Analisi
dello spot 19.
Lo
spot 19 è il primo di una serie di frame che mostrano molti
oggetti in movimento sincrono, paragonabile ad un moto rettilineo
uniforme, rapido da sinistra a destra della telecamera.
La
nostra attenzione si è soffermata sulle figure luminose centrali
(sei luci) che essendo più luminose delle altre ci potevano
ottenere da questo tipo di filmato sono legate all’emissione
calorica degli spot analizzati avrebbero permesso di ottenere
qualche informazione importante. Ricordiamo che le uniche
informazioni che si potevano ottenere da questo tipo di filmato
sono legate all’emissione calorica degli spot analizzati.
La
prima osservazione che si può ottenere guardando il frame
originale a sinistra è che le tre luci di destra assomigliano
molto a quelle di sinistra ed infatti, creando un tassello sugli
spot di destra e sovrapponendolo alle tre luci di sinistra (vedi
dopo), se ne ha una conferma certa.
Nella
prossima immagine abbiamo cercato di dare un numero da uno a tre
alle forme luminose secondo la loro luminosità apparente. Il
numero uno corrisponde alla luminosità massima mentre il tre a
quella più bassa. Tale operazione è stata condotta tenendo
presenti differenti frame dove le luci apparenti cambiano di
luminosità per effetto del solito CCD della camera ad infrarossi.
In realtà la luminosità anche di questi spot appare sempre la
stessa ed in accordo con la numerazione da noi assegnata.
Se
ammettessimo per ipotesi che le differenti macchie luminose a
forma sferoide fossero tutte della stessa dimensione, dovremmo
dedurne che l’emissione di calore potrebbe in linea del tutto
ipotetica essere la stessa nell’unità di tempo e
conseguentemente, l’unica differenza nell’emissione di calore
registrato dalla camera e nella grandezza apparente degli spot,
potrebbe essere interpretabile sulla base della distanza delle
sfere dall’osservatore. Così le sfere che hanno numerazione tre
sarebbero le più distanti al contrario delle sfere con
numerazione 1
Abbiamo
cercato di ricreare tale osservazione in ambiente tridimensionale,
simulando con tre sfere con superfici a specchio i tre spot
luminosi, come dovessero essere poste in un ipotetico spazio se:
a)
fossero tutte eguali
b) emettessero la stessa quantità di calore
Abbiamo
legato le tre sfere tra loro ad un ipotetico cristallo triangolare
di vetro per evidenziarne la posizione nello spazio e per renderle
“visibilmente” solidali nei movimenti tra loro.
La
situazione di destra e quella di sinistra corrispondono ai gruppi
di spot rispettivi di destra e sinistra come appaiono nei frame
del filmato.
Mettendo
insieme le due ricostruzioni in uno spazio unico, per ottenere lo
stesso risultato visivo di apprezzamento di dimensioni sulle sei
luci, otteniamo il seguente risultato:
Tale
risultato se visto dall’alto, è in grado di evidenziare le
posizioni relative dei due gruppi di spot come apparirebbero se la
scena fosse vista da altra angolazione. Quest’approccio, pur
basandosi sulle ipotesi elencate prima, ci permetterebbe di
apprezzare alcune caratteristiche delle posizioni di queste luci
tra loro.
Il
risultato ottenuto è il seguente:
Le
formazioni triangolari, effettivamente viste come si sarebbero
viste dall’alto, appaiono decisamente quasi perfettamente
allineate non solo sull’asse orizzontale (equidistanti dalla
telecamera) ma anche poste quasi sullo stesso piano.
In
realtà, l’osservatore non è in grado di stabilire se le sfere
appartengano ad un’unica struttura solidale, a due o più
strutture (fino ad un massimo di sei ovviamente dove, ogni sfera,
sarebbe un oggetto a se stante e dove, le sei sfere, si
muoverebbero in formazione serrata) ma l’idea che, comunque li
si volesse considerare, se le ipotesi di partenza fossero reali,
questi oggetti, si rapporterebbero tra loro occupando spazi non
casuali.
Inoltre
se alle 17:06 gli spot luminosi di destra appaiono in numero di
tre, un secondo dopo e cioè alle 17:07 si nota uno sdoppiamento
apparente della sfera collocata più a sinistra del gruppo
analizzato di destra (come è possibile facilmente analizzare dai frame
riportati prima).
Tale
oggetto non appare però muoversi in sincronia con il gruppo di
tre spot, rendendo improbabile il fatto che possa considerarsi
solidale e cioè appartenente ad una stessa ipotetica struttura.
Analisi degli
spot 11-12.
In
un’altra sezione del filmato sono visibili due forti spot
luminosi che viaggiano sempre in un apparente moto rettilineo
uniforme, appaiati tra loro. Sono gli spot più luminosi e di
conseguenza nettamente più definiti.
In
queste immagini, cui è stato eliminato il rumore di fondo,
determinato dalle righe verticali presenti nello schermo dove sono
proiettate le immagini e dalle linee orizzontali proprie della
risoluzione elettronica della telecamera stessa (prima e
successive immagini), sono stati applicati differenti filtri
(filtro colore in alto a destra, filtro emboss in basso a
sinistra, filtro personalizzato basato sulla matrice nove per nove
in cui tutti i valori sono eguali ad 1, in basso a destra).
Sono
quindi messi in evidenza alcuni importanti particolari.
·
Le luci
sono circondate da un alone ellissoidale che in realtà è dato
dalla somma di due aloni circolari dovuti semplicemente a riflessi
degli spot luminosi sull’ottica della telecamera stessa (tali
effetti sono ben visibili nelle ultime due foto riportate).
·
Le due
macchie luminose sono della stessa forma sferoidale e tra loro in
posizione perfettamente speculare.
Ogni
macchia di forma ovoidale, è collegata ad un riflesso di forma
quadrata che appare piatto e collocato sotto le macchie più
grandi, come appare applicando il filtro di emboss di Corel Draw
(c).
Tali
elementi, introdotti in un programma di cad tridimensionale, ci
hanno permesso di postulare la forma approssimativa di un unico
oggetto cui questi spot luminosi potrebbero appartenere.
Le
simulazioni da noi effettuate sono qui di seguito riportate.
Abbiamo
all’inizio ricostruito lo shape
delle due macchie, avendo cura di ridisegnarne perfettamente i
contorni:
Per
ottenere questo risultato le due sfere debbono essere incastrate
in un’altra struttura sferica più grande.
Tale
struttura sferica più grande deve possedere un bordo, costruito
in un ben preciso modo, che debba servire a riflettere la
radiazione calorica (per noi luminosa) emanata dalle due sfere
poste simmetricamente tra loro.
Se
infatti le strutture che stiamo analizzando (in particolare la
struttura sferica più grande), sono trasparenti ai fotoni
(radiazione luminosa), per il semplice fatto che emettono calore,
non sono invece (non devono essere N.d.A.) trasparenti alla
radiazione calorica (altrimenti sarebbero invisibili alla
telecamera ad infrarossi, impiegata per il monitoraggio quel
giorno).
Dunque
è logico attendersi che superfici, invisibili ad occhio nudo, di
questi oggetti diventino visibili all’infrarosso se calde o
perché radianti o perché riflettenti calore di un’altra fonte
purché vicina.
Ecco
come apparirebbe la nostra superficie con la ricostruzione anche
delle due macchie che si presentano quasi come due quadratini
luminosi, nella loro parte centrale.
Se
rendiamo l’ipotetica superficie sferica che abbiamo immaginato,
visibile anche ai nostri occhi e ne simuliamo un indice di
rifrazione simile a quello di un vetro più o meno opaco, avremo
il seguente risultato:
Questa
struttura più complessa e costituita da un bordo più o meno
ampio produrrebbe, anche nel visibile, fenomeni di
riflessione
che darebbero origine a macchie quadrate o pressoché quadrate,
chiaramente dovute alle emissioni caloriche dei due sferoidi
bianchi.
Tali
sferoidi sarebbero in realtà delle sfere perfette se si potessero
vedere nella loro integrità ma, essendo in parte immerse nella
sfera più grande, risultano parzialmente invisibili: questo
sarebbe proprio il comportamento di un ipotetico corpo (lo
sferoide grande) che assorbisse tutti i fotoni e dunque non ne
emettesse nessuno, non facendo passare la radiazione luminosa
dall’interno verso l’esterno.
Non
si potrebbero “vedere” dunque i fotoni provenienti dalle
regioni interne alla sfera più grande e tra questi, quelli
appartenenti alle due sfere bianche che, per quella sezione di
spazio, interno alla sfera più grande, sarebbero invisibili anche
se più caldi.
Tale
ricostruzione finale, dobbiamo notare, è in accordo con una
posizione tra le due sfere bianche di 120 gradi e questo fatto
potrebbe essere consistente con la presenza di una terza sfera,
completamente invisibile ad occhio nudo ed invisibile anche alla
telecamera a infrarossi, poiché posta dietro una struttura
completamente opaca alla radiazione calorica e luminosa.
Tale
ultima ricostruzione al computer mostrerebbe la vera struttura a
forma campanulare dell’oggetto in questione come se fosse
parzialmente trasparente, costruita con un vetro a indice di
rifrazione variabile.
Per
un oggetto del genere sarebbero prevedibili effetti di riflessione
interna che produrrebbero immagini, riflesse all’interno e
riproposte all’esterno, delle tre sfere bianche facendole
virtualmente aumentare di numero. Tale fenomeno potrebbe, in linea
di principio, essere ricollegabile al fenomeno di comparsa di una
quarta sfera in uno dei due gruppi di tre sfere luminose prese in
esame e visibili nel filmato alle 17:07.
Pur
tuttavia dobbiamo escludere questo tipo di conclusione poiché,
sulla base dei dati attualmente a nostra disposizione, una
simulazione al computer, che si può vedere cliccando su questa parola,
mostra che la sfera
riflesso,
si sposterebbe da sinistra verso destra e non come accade nel
filmato, al contrario. Inoltre, tale spostamento, sarebbe interno
alla posizione delle tre sfere esistenti e non esterno come invece
accade nel filmato originale da noi esaminato. Ed infine per
ottenere il riflesso di una virtuale quarta sfera, bisognerebbe
comunque far ruotare le tre sfere realmente esistenti, attorno ad
un comune perno centrale.
Tutto
ciò ci fa supporre che la quarta sfera luminosa che compare alle
7:07 sia un vero corpo caldo e non un riflesso di un altro corpo
caldo posto nelle vicinanze.
CONCLUSIONI
Se
da un lato, i dati in nostro possesso, non ci permettono di
individuare con certezza la causa degli spot registrati nel
filmato in oggetto, ci permettono altresì di escludere che tali
spot siano stati prodotti da aerei convenzionali, palloni sonda di
qualsiasi tipo oggi conosciuti, fulmini globulari, fenomeni di
riflessione e rifrazione in atmosfera.
Sosteniamo
questo tenendo presenti le condizioni di registrazione del
fenomeno (radar e radiazioni infrarosse ma non visuale), la
velocità apparente degli spot, l’assenza di altri tipi di
radiazione emessa al di fori di quella calorica, la disposizione
nello spazio degli oggetti, la ricostruzione in ambiente cad di
alcune probabili proprietà di tali oggetti che appaiono di natura
tecnologica e la presenza probabile di superfici assorbenti la
radiazione luminosa per la sua totalità.
Analisi
del contesto in cui l’avvenimento è accaduto.
Innanzi
tutto cosa dicono gli scienziati messicani?
Jaime
Maussan
Investigador del Fenómeno OVNI
“La depredación del hombre contra la vida del planeta y el
inicio de la conquista de Marte ha provocado el incremento de
avistamientos de vida inteligente porque seguramente el ser humano
ha violado algunos códigos”
“fue un meteorito fragmentado”
José de la Herrán
Astrónomo
de la UNAM
“Mi argumento sobre la imposibilidad de que se hayan tratado de
naves espaciales es que pudo ser un meteorito que se fragmentó al
entrar a la atmósfera, y esto provocó que los pedazos se vieran
estáticos y alineados”
“Debió ser basura espacial”
Rafael Navarro
Investigador de la UNAM
“Seguramente es basura espacial derivada de satélites que al
cumplir su ciclo de vida caen en la atmósfera terrestre en
fragmentos brillantes”
Come
è possibile sostenere che si tratta di meteoriti o di scorie
spaziali?
Sapendo
che i signori intervistati sono eminenti scienziati non possono
essersi bevuti il cervello lasciandosi dietro dichiarazioni come
queste. Tutto ciò mette in evidenza che costoro sicuramente sono
collusi con un potere che, in fondo, è quello di chi, da loro,
governa. Ma la cosa interessante è che se c’è il bisogno di
raccontare delle fesserie alla gente, questo vuol dire che
sicuramente qualcosa che ha a che fare con oggetti volanti non
identificati ci potrebbe veramente essere.
Allora
c’è qualcosa che non va, perché da un lato l’aeronautica
militare messicana dichiara l’esistenza di un filmato di cui non
si sarebbe accorto nessuno; e dall’altro ci sono eminenti
scienziati locali che minimizzano l’accaduto.
Gli
uomini dell’equipaggio, dal canto loro, si sentono ridere e, con
emozione dire, “no estamos solos”, non siamo soli, mentre
assistono allo strano fenomeno. Possibile che tre membri
dell’equipaggio ed altri due controllori di volo a terra, per un
totale di cinque persone, non abbiano pensato di seguire per quasi
trenta minuti, pezzi di meteoriti che geometricamente disposti
nello spazio come dei piccioni viaggiatori in formazione,
seguivano linee orizzontali e non oblique nel cadere sul pianeta?
Riportiamo
qui di seguito la traduzione in lingua inglese effettuata dal
MUFON (Mutual Ufo Network) dell’intero dialogo del personale
militare che ha preso parte all’avvistamento
Qui
il dr. Malanga aveva posto il testo in inglese
dei dialoghi di bordo che potete trovare tradotti in
Italiano alla pagina trascrizione
dei dialoghi dei piloti
E’
assolutamente evidente, ascoltando il dialogo dei soggetti che
hanno partecipato alla missione, che gli oggetti non erano
visibili ad occhio nudo, ma apparivano la prima volta a circa 37
miglia dall’aereo utilizzato mentre erano visibili sul radar ed
alla telecamera ad infrarossi, generando un certo stupore
nell’equipaggio a causa di questo anomalo mostrarsi.
Alle
ore 17.28.02 il fenomeno che era cominciato alle ore 16.45.33
termina. I piloti pensano di ingaggiare all’inizio un’azione
con un aereo di probabili trafficanti di droga, ma solo dopo
capiscono che di ben altro si tratta.
Quando
la comunità ufologica mondiale ha acquisito la notizia che un UFO
era stato filmato da un aereo messicano e le autorità militari
del Paese avevano dato il via libera alle informazioni, ci siamo
chiesti per quale motivo tutto ciò fosse avvenuto, sentendoci in
dovere di tentare di collocare il fenomeno, di chiara marca
ufologica, in un contesto più ampio, di tipo politico e
geografico.
Contesto
geografico.
Ma
quanti UFO sono stai visti in Messico quest’anno? Secondo gli
archivi di Larry Hatch, un bel po’, come questa cartina
dimostrerebbe (la città di Campeche, dove ha sede anche un’
importante Università, è segnalata con due frecce rosse.
E’
stata inoltre rilasciata la seguente intervista ad una televisione
locale da un meteorologo dell’Aeronautica Messicana che
riportiamo per intero in lingua
inglese.
|
These
are the statements made by Alberto Hernandez Unzon
yesterday,
during an interview on television about the Mexican
Air
Force UFO case.
Engineer
in Geophysics Alberto Hernandez is sub-manager of the
National Meteorological Services, Mexico's official
meteorological
center. He is also a Member of the Scientific
Advisory
Comitee of the National System for Civil Protection,
and
Member of the Hurricane Committee of the Worldwide
Meteorological
Association.
Question:
Alberto, you made the National Meteorological Service's
complete
study of the March 5, 2004 meteorological conditions
over
the Campeche area. What are the results?
Answer:
According to the satellite images, the conditions
registered
in the observatories and the satellite RADAR images,
there
were stable conditions in the entire Campeche zone. In the
specific
area of interest in this issue, there were cloud
formations
and some stratus clouds that are stable conditions for
this
season.
There
were no rains registered and the cloud type was very
stable
as we can see in these satellite images and the Air Force
video.
Question:
There have been some statements pointing that there
were
flash-lightning conditions in the area at that time. What
were
the conditions at that time?
Answer:
Meteorologically speaking, a lightning flash is of a
short
duration and short intensity. That's the basic definition.
We
have all witnessed an electrical storm at sometime. Special
conditions are required for an electrical storm - big,
vertical clouds and a completely unstable atmosphere,
ionization in the atmosphere and the meteorological systems
that create that type of cloud.
Question:
That means that the meteorological conditions were not
suitable for lightning that day over Campeche and therefore
contradicts
what the UNAM scientists claimed in their report?
Answer:
Yes. On March 5, we were entering into the final stage
of
the winter season. The meteorological conditions in this
season
are of cold fronts but that day in particular there were
none
present. What we had were the type of clouds that do not
cause
the flash phenomena.
Question:
Did the scientists from the UNAM approach the National
Meteorological
Services to request the meteorological conditions over
Campeche to support their theory?
Answer:
No, they have never approached us at any time. If they
are
talking about a meteorological phenomena at that location,
they
should have met with us at the National Meteorological
Services
to obtain the meteorological conditions just like your team,
as well as journalists did.
There
were no weather ballons sent up in that area.
Question:
What's the duration of a flash of lightning.
Answer:
A flash lasts microseconds. We cannot talk even of one or
two seconds because it's just a single discharge. To say
that these lights on the video are ball lighting or
electrical sparks is nonsense.
I
repeat, that day there were no meteorological conditions for
flash
or ball lightning in the entire Campeche area. The clouds
must
have been at approximately 7 kilometers high therefore what
we
see are stable stratus cloud formations.
Question:
What could we be seeing here in this video.
Answer:
If this is an optical phenomenon it cannot be referred to
Meteorology. It is not a photo meteor, it is not a litho
meteor.
They
are not ice crystals nor a St. Elmo's fire. Those are all
meteorological
phenomena. And this is not a mirage phenomena.
In
conclusion, we do not have an explanation to this phenomena.
There
are satellites Aqua and Terra and we can request NASA to
send us images of that day to continue this study and get
more
information
to try to find out what could have happened that day.
|
Dall’analisi
di quanto sostenuto da Alberto Hernandez Unzon, le condizioni
meteorologiche della zona avrebbero impedito qualsiasi fenomeno
atmosferico che potesse solo lontanamente assomigliare alle cose
filmate. In particolare: fulmini globulari e tempeste magnetiche
vengono categoricamente esclusi. Inoltre l’esperto sostiene che
nessuno dei due componenti della Libera Università del Messico e
cioè José de la Herrán e Rafael Navarro si è informato, presso
di loro, sulle condizioni meteo della zona, prima di rilasciare le
pietose dichiarazioni su un’eventuale natura meteorica delle
luci filmate.
Dunque
qualcosa non va nello scollamento tra “scienziati di Stato” e
forze armate, in quanto il Segretariato della Difesa Nazionale (SEDENA),
nella persona del suo segretario generale Ricardo Clemente Vega
Garcia, informa il giornalista esperto di UFO in Messico, Maussan
dell’esistenza di questo filmato e lo autorizza a diffonderlo!
Ma
tutti sanno che il potere politico messicano è colluso fino alla
gola con quello americano. Da quando è al potere il suo ultimo
presidente Vincente Fox, non a caso ex dirigente della Coca Cola,
il Messico, alleato storico di Cuba, ha proprio nel mese di marzo
del 2004 quasi rotto le relazioni diplomatiche con Fidel Castro
adducendo motivi di carattere umanitario. Secondo Fox, infatti,
Castro non rispetterebbe i diritti umani internazionali sanciti
dall’Aia a suo tempo.
|

Castro e Fox nel 2002
|
Il
Messico dunque si avvicina politicamente agli Usa almeno come
potere politico, ma qualcosa non torna infatti leggiamo anche
che.....
Messico
Una
sconfitta per gli Usa.
Città
del Messico, 31 marzo - Importante vittoria morale in
materia di pena capitale: la Corte Internazionale di
Giustizia dell'Aia ha sentenziato che gli Stati Uniti
hanno violato i diritti di 51 messicani condannati a morte
e ha ordinato la revisione dei loro processi. La Corte ha
accettato il ricorso del governo di Città del Messico,
secondo il quale le autorità Usa non avevano notificato
agli imputati il loro diritto all'assistenza consolare,
come sancito dalla Convenzione di Vienna del 1963
sottoscritta da entrambi i paesi. In molti casi la
presenza della rappresentanza diplomatica può significare
la differenza tra la vita e la morte, specie quando
l'immigrato non conosce l'inglese o lo comprende a stento.
Dei 52 casi denunciati dal Messico, solo uno è stato
respinto, perché il detenuto aveva espressamente
rifiutato l'aiuto del consolato. Parlamentari messicani e
organismi internazionali per la difesa dei diritti umani
hanno accolto con favore la sentenza dell'Aia, anche se si
sono detti scettici sul fatto che venga osservata. In un
caso analogo, avvenuto nel 1999 e che aveva come
protagonisti due cittadini tedeschi, gli Usa ignorarono la
decisione della Corte e i condannati furono giustiziati.
Si
è intanto conclusa la vicenda degli speleologi inglesi,
vicenda che la settimana scorsa aveva provocato una forte
tensione diplomatica tra Città del Messico e Londra. Gli
speleologi, 13 persone di cui 9 militari, erano entrati
nel paese con un visto turistico, ma quando sei di loro
erano rimasti intrappolati in una grotta nello Stato di
Puebla si era scoperto che la loro attività presentava
molti lati oscuri. Secondo l'ipotesi più accreditata,
anche se smentita dal governo britannico, il gruppo era
alla ricerca di minerali strategici, come l'uranio. Dopo
il salvataggio dei sei che erano rimasti bloccati
sottoterra, tutti e 13 sono stati espulsi per aver mentito
alle autorità migratorie: non potranno rimettere piede in
Messico per i prossimi due anni. (dal sito
Latinoamerica-online.it). |
Dunque
si registrerebbero due azioni contrarie: quella politica pro Stati
Uniti ed un’interna della magistratura di carattere nazionale,
tesa a difendere i diritti dei cittadini messicani. E’ facile
quindi sospettare che anche i militari locali non siano
d’accordo nel gestire le politiche del territorio a favore di
una politica americana, così laggiù come a casa nostra, i
militari sarebbero decisi a non farsi mettere i piedi sulla testa
dall’alleato Usa per quanto riguarda il problema degli UFO, come
invece era accaduto in passato, dove il Messico veniva visto come
una colonia di utilizzo dalla potenza statunitense.
Dunque
da una parte il potere politico dello Stato e delle università
(che storicamente sono collegate, attraverso i loro prestigiosi
docenti, allo stesso potere politico che li ha promossi, mediante
una serie di concorsi come sempre truccati, a controllori
dell’informazione scientifica), e dall’altra parte i militari
e forse la magistratura. Non dimentichiamo infatti che non è il
Governo Messicano, ma la sua magistratura ad aver vinto la causa
presso la Corte dell’Aia.
Dunque
le relazioni tra Usa e Messico a livello politico e gestionale
sarebbero molto strette ancora ora e gli Americani ogni tanto
dovrebbero far finta di incassare un colpo.
Così,
di volta in volta, non potendosi compromettere più di quel tanto,
incaricherebbero i loro amici molto poco europei e tanto
statunitensi, Inglesi, per fare qualche operazione scorretta. E ci
riferiamo alla seconda parte di quella notizia che abbiamo
racchiuso nel box in alto
Infatti
proprio nello stesso periodo dell’avvistamento ufologico
scopriamo che.....
CITTA'
DEL MESSICO - Intrigo internazionale in una grotta messicana di
Puebla dove da otto giorni erano rimasti bloccati sei speleologi
britannici. Le autorità militari messicane hanno dato notizia che
i sei sono stati salvati ma parallelamente è scoppiato un caso
visto che i sei, che avevano fatto solo un visto turistico, erano
militari dei servizi
segreti di Sua Maestà.
La task force inglese di salvataggio lavora intorno all'ingresso
della grotta sotto l'occhio dei militari messicani.
Ora sono interrogati dalla polizia locale e la vicenda ha attratto
l'attenzione dello stesso presidente Vicente Fox che ha chiesto
spiegazioni a Londra. Per ora la Gran Bretagna ha tentato di
disinnescare la mina, spiegando che la spedizione aveva scopi
puramente scientifici. I salvati avrebbero descritto la loro
operazione come «un training informale di tipo militare».
IL
GIALLO - Che ci fosse qualcosa di strano le autorità messicane lo
avevano sospettato già da qualche giorno, visto che i sei
bloccati nella grotta avevano rifiutato di essere soccorsi da
personale messicano e avevano detto di attendere una squadra di
specialisti inglesi. Così, infatti, è avvenuto.
L'ambasciata
britannica a Città del Messico, dopo due giorni di imbarazzato
silenzio, ha sostenuto che i sei militari intrappolati nella
grotta «sono escursionisti che eseguivano per diletto rilevamenti
cartografici» della rete di cunicoli sotterranei lunga quasi
cento chilometri, una delle più grandi al mondo.
Il
direttore della Protezione civile di Puebla, Josè Hernandez, ha
detto che il gruppo dei britannici, prima di restare intrappolato,
aveva svolto una serie di esplorazioni delle numerose grotte
presenti nella zona. «Non hanno chiesto i necessari permessi né
si sono registrati presso i nostri uffici», ha detto Hernandez.
La
grotta dove si sono calati gli speleologi britannici è conosciuta
dalla popolazione indigena locale come la Cueva de Amocuali, la
Grotta del Diavolo e la zona dove si trova è nota per essere
ricca di uranio.
Anche
in questo caso sono intervenuti i militari messicani e non i
politici, lasciando l’imbarazzatissimo ex dirigente della Coca
Cola, Fox, a non saper cosa dire né ai Messicani né agli
Inglesi, tanto meno ai suoi amici Americani.
Non
è facile credere alla storiella degli Inglesi e nemmeno alla
possibilità che cercassero l’uranio. Cosa se ne fanno
dell’uranio se tanto è in territorio nemico e sicuramente non
trasportabile?
No!
la verità è sicuramente un’altra. Quella zona è nota in
Messico per essere un corridoio di grotte di centinaia di
chilometri, tutte collegate tra loro: la catena di grotte più
lunga nel mondo.
Che
anche questo episodio abbia a che fare con gli UFO?
La
zona di Puebla, in passato, è stata teatro di grandi avvistamenti
ufologici noti in tutto il mondo:
A
Puebla, l’8 dicembre del 1992 a mezzogiorno, un passeggero di un
veicolo da trasporto, che rimase anonimo, fotografò questo strano
veicolo proprio durante il periodo di flap di quell’anno.
Senza
contare i filmati del contattista Carlos Diaz che il 21 dicembre
del 1994, durante l’eruzione del Popocatepetl, prese alcune foto
autenticate da diversi esperti nel mondo.
Ed
è appunto dalle grotte della zona che molti testimoni
segnalerebbero in continuazione eventi di natura ufologica.
Ricordiamo che tra Puebla e Campeche ci sono solo 809 chilometri,
disposti praticamente in orizzontale (stesso parallelo).
Conclusione
politico geografica.
La
risposta alla domanda... come mai i Militari messicani abbiano,
senza problema alcuno, rilasciato un filmato di UFO così
importante, nonostante il sicuro divieto degli Americani... può
essere la seguente:
All’interno
del Governo Messicano è in atto un tentativo di destabilizzare il
potere politico amico degli Usa, per modificare l’assetto
politico del Paese e farlo ritornare nella sfera di amicizie di
Cuba. Questa manovra sarebbe operata dai militari che avrebbero
usato il filmato come arma di ricatto e di pressione
sull’attuale presidente Fox, rappresentando l’ala nazionalista
in contrapposizione ad un presidente filo statunitense.
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